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Le Donne al Parlamento @ Nuovo Teatro San Paolo, il 27 e 28 settembre. Biglietti ridotti -33% con Carta PerDue

Le Donne al Parlamento, Teatro San Paolo | Biglietti -33%

Le Donne al Parlamento @ Nuovo Teatro San Paolo, il 27 e 28 settembre. Biglietti ridotti -33% con Carta PerDue

Donne al Parlamento, Dove e Quando

Lo spettacolo Donne al Parlamento andrà in scena al nuovo Teatro San Paolo venerdì 27 e sabato 28 settembre alle ore 20:30.

Regia Massimiliano Mecca - Con Sonia Carbonara, Maurizio Coladonato, Federico Diana, Stefania Gianfalla, Antonella Manfredi, Daria Mazzella, Giordana Mongardini, Fidelia Nobili e Cristina Vallone

Donne al Parlamento, Sinossi

Un gruppo di donne, travestite da uomini, con a capo Prassagora, decidono di infiltrarsi in assemblea per far approvare un decreto che trasferirebbe alle donne il potere della città di Atene. Dato che la città è da tempo in balia di persone che non sono più in grado di governare, Prassagora e le sue complici riescono facilmente nel loro intento e gli uomini votano a favore della proposta. Una volta al potere le donne deliberano una serie di provvedimenti di stampo “comunista” come la condivisione dei possedimenti e del denaro per il bene comune. Queste riforme valgono anche per i rapporti sessuali e così le donne hanno la libertà di andare a letto e fare figli con chiunque vogliano; tuttavia, siccome questo potrebbe favorire le persone fisicamente belle, si decide anche che ogni uomo, prima di andare con una donna bella, sia tenuto ad andare con quelle brutte, e viceversa. Queste delibere però creano una situazione assurda e paradossale sconvolgendo le vite degli abitanti della città.

Note di regia

Quando la commedia “LE DONNE AL PARLAMENTO” fu portata in scena da Aristofane, nel 393 a.c., Atene, sfiancata da quarant’anni di guerra, era una città in profondo declino materiale e spirituale (il processo e la condanna di Socrate, nel 399 a. c., furono una prova tangibile dello sbandamento delle coscienze). In quest’atmosfera di stanchezza e di sfiducia, nascono “LE DONNE AL PARLAMENTO”, che concludono la cosiddetta “trilogia femminista” di Aristofane che comprende le “Tesmoforiazuse”, contenente il primo germe di rivolta delle donne contro gli uomini, sotto forma di giocosa parodia letteraria antieuripidea, “Lisistrata” che rappresenta il primo moto eversivo determinante (attraverso la negazione del piacere sessuale), che oppone agli uomini, ostinati in una guerra assurda, il diritto delle donne a far valere le loro ragioni. Infine, “LE DONNE AL PARLAMENTO” (“Ecclesiazuse”) in cui Aristofane traccia un affresco iperbolico e paradossale, con l’ironia a lui congeniale, di una società oramai allo sbando, fatta di maschi “impegnati” a dormire e ad espletare i propri bisogni. Di fronte alla totale incapacità degli uomini di costruire un mondo giusto, alle donne non resta che un’ultima ed estrema possibilità: assumere il potere. Una volta al governo, le donne decidono di mettere tutto in comune, abolendo la proprietà privata e la famiglia, i due pilastri della società costruita dagli uomini. In questo modo non ci sarà più motivo di rubare: tutti attingeranno in parti uguali al patrimonio comune, amministrato dalle donne, che avranno in comune tutti gli uomini e potranno fare figli con chiunque.

Nella nostra versione abbiamo rispettato quanto più possibile il testo originario senza attualizzarlo con riferimenti alla politica attuale e alla sua crisi ormai più che ventennale, per non incasellarlo in un esercizio di critica politica, ma abbiamo giocato con elementi di modernità, prevalentemente nell'ambientazione e nei costumi, che richiamano a un più vicino presente storico cha fa riferimento alla lotta operaia degli anni 70, dove il tema del “comunismo” era decisamente più sentito di oggi, senza comunque darne alcun giudizio storico ma, anzi, prendendolo solo come pretesto per farne una commedia grottesca.

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